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Di conseguenza, egli " ha accolto molte donne di rango e ricche tra i membri: sua moglie ha ricoperto la carica di Gran Maestra". [3]

 

… [omissis … ]

 

In Lipsia, in particolare, l'autore descrive come Cagliostro avesse "acquisito una elevata notorietà e fama [tra Massoni] a causa della sue scoperte in arte ermetica”.[4] 

 

… [omissis … ]

 

Inoltre, la Chiesa Cattolica aveva l’intenzione di macchiare e offuscare la reputazione dell'avventuriero come un eretico, negromante e Massone.

 

… [omissis … ]

 

In breve, la “vita di Giuseppe Balsamo” fornisce una fonte estremamente inaffidabile per giudicare l’attività Massonica di Cagliostro.

 

… [omissis … ]

 

In sostanza, le memorie di Elisa von der Recke (1754- 1833) - uno dei membri fondatori della Loggia di adozione di Cagliostro, e la figlia di Johann Friedrich von Medem – consentono allo storico di contestualizzare il certificato entro la ristretta cerchia dell’ambiente aristocratico di Mitau.

 

Così, dalle memorie di von der Recke sappiamo che la Loggia di tre Cuori incoronati è stata fondata il 29 marzo 1779 - soltanto un mese dopo l'arrivo di Cagliostro a Mitau.

 

I membri fondatori comprendevano una serie di eminenti personalità che in Curlandia erano membri della Loggia tre spade incoronate.

 

In effetti, molti dei primi membri maschi della Loggia di adozione erano Cavalieri Templari - cioè che avevano raggiunto il sesto (e più alto) grado del Rito di stretta osservanza. [5]


Per raggiungere questo alto stato, all'interno della Stretta Osservanza, ad ogni Massone è stato assegnato un nome cavalleresco (accompagnato da stemma e motto).

 

Così, Christoph Dietrich Georg von Medem (1721- 82), lo zio di Elisa ,che è stato Gran Maestro della St John's Lodge, oltre il Marshall della Nobiltà (Landmarschall) in Curlandia e supremo Consigliere (Oberrat), era noto come Eques a Tetraone majori.

 

Suo padre, Reichsgraf Johann Friedrich von Medem, passò con il nome di Eques a Cochlea, mentre Otto von Howen, come pseudonimo nella Stretta Osservanza aveva Eques a Candelabro majori.

 

Von der Recke rivela, inoltre, che altri membri maschi, inclusi Sigismondo Georg von Schwander (1727- 84), che era un Consigliere (Hofrath) del Ducato di Curlandia, era conosciuto per la stretta osservanza come Eques a Prospicientia, nonché l’eminente medico Dr. Johann Wilhelm Friedrich Lieb (1730- 1807), che è andato con il nome di Armiger ab Hygea.


Un certo notaio Herr Hinz è citato anche da von der Recke, che era con ogni probabilità l'editore Jacob Friedrich Hinz (1743- 87), fu un cavaliere templare, a lui era stato assegnato il nome di Eques a Satore.

 

Di fatto, dei membri maschi fondatori della Loggia di adozione, solo il Maggiore  J. G. Korff e Cagliostro non sono elencati tra i membri illustri.

 

Tuttavia, ciò non significa che non avessero raggiunto lo status di Cavaliere Templare, in quanto, l’elenco, è stato redatto due o tre anni prima dell'apertura della Loggia d'adozione.

 

Von der Recke osserva che "la nostra Loggia è stata fondata da Cagliostro, con il sostegno di questi nostri fratelli".

 

Inoltre, e ciò è fondamentale aggiunge che "mia zia [Anna von Medem (nata von Keyserling) ], mia cugina [Louise von Medem] ed io siamo stati iniziate sorelle".

 

Le memorie di Cagliostro e del suo soggiorno in Curlandia, di Von der Reck, sono state pubblicate per la prima volta nel 1787



[3] Ci si chiede come avrebbe mai potuto, una semianalfabeta (absit iniuria verbis …) quale Lorenza Feliciani, donna di umili origini, predisposta, secondo quanto afferma il Barbieri nel suo famigerato «COMPENDIO … », a concedersi carnalmente ogni qualvolta il marito Giuseppe Balsamo, ne avesse ravvisato la opportunità, essere ammessa ed accettata presso tutte le più raffinate corti d’Europa, nella MASSONERIA Inglese, ma soprattutto ricoprire il ruolo di “Gran Maestra”, in maniera credibile, in una Loggia femminile di Adozione, tra ricche ed altolocate, oltre che profondamente colte e speculative, donne di alto rango. Tutta la letteratura biografica sul Cagliostro, è concorde sul fatto che esistono prove sicure della sua presenza, con il titolo ufficiale di Alessandro conte di Cagliostro, esclusivamente a partire dall'anno 1777, e precisamente dal 12 aprile, data in cui, insieme al musico Ricciarelli, di anni sessanta, al cameriere Pierre Boileau e alla moglie “Serafina”, viene ammesso alla Massoneria Ordinaria a Londra presso la Loggia L'Esperance n. 369; questo è un dato indiscutibile, documentato dai piè di lista e dai verbali di Loggia".

[4]Il termine, rimanda ad una concezione mistica della parola, perché fa riferimento alla figura leggendaria e mistica di Ermete Trismegisto (Ermes il tre volte grandissimo) risalente al periodo ellenistico, al quale erano stati attribuiti testi filosofico-misterici e spirituali del II-III secolo d.C., che si ispirava all'antica sapienza egizia, celata nell'enigmatico linguaggio dei geroglifici.

Un possibile legame si può trovare anche verso Ermete, dio delle scienze occulte, proprio per sottolineare la difficoltà di comprensione di questo genere di arte.

Sul piano strettamente lessicale con il termine ermetismo si sottolinea un’arte dal carattere chiuso (ermetico) e volutamente complesso, solitamente ottenuto attraverso un susseguirsi di analogie di difficile interpretazione.

Ci diverte immaginare un: «… truffatore, un impostore funesto, un gabbamondo, ateo ed eretico, un blasfemo e un miscredente, oltre che, sempre in modo dispregiativo, un mago, un empirico della Medicina e un massone; [sono sempre questi termini, espressi con tutte le tonalità possibili del disprezzo, e usati da Mons. Barberi., nel corpo del: COMPENDIO DELLA VITA E DELLE GESTA DI GIUSEPPE BALSAMO …» districarsi tra la sua insipienza, la sua ignoranza, la sua incapacità di esprimersi compiutamente figuriamoci in altre lingue diverse dalla sua, alle prese con elucubrazioni e rappresentazioni delle sue scoperte e del suo modo di intendere l’Ermetismo, al cospetto ed al confronto di Aristocratici e soloni della speculazione filosofica di tutta Europa … soprattutto se sassoni

A tal proposito il Barbieri, sedicente Monsignore, non ci illumina, nel suo compendio, enumerando in quali lingue e con quale

proprietà di linguaggio il Balsamo, alias Cagliostro, riuscisse ad ordire e concludere le sue nefandezze, anzi, lo descrive come un individuo sgraziato ed incolto

[5] A palese dimostrazione della eccelsa qualità dei membri delle Logge, con le quali si è confrontato Cagliostro.


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