Dalla metà
del 1780 il Rito della Stretta Osservanza aveva effettivamente cessato di
esistere.
Di
conseguenza, è possibile che Cagliostro abbia utilizzato ciò come
un'opportunità modellando su questa forma il proprio Rito di Adozione.
Può
anche essere che, avendo stabilito una Loggia di Adozione a Mitau, interamente
nel rispetto rigoroso del sistema del 1779, Cagliostro abbia scelto, in
questo lasso di tempo, di mantenere, alcuni aspetti del più tradizionale
simbolismo basato sulla Genesi, comprendendo, allo stesso tempo, anche la
possibilità di realizzare la propria visione della Massoneria mixed-sex.
In
conclusione però il Certificato di von Medem non ci illumina circa tutti gli
aspetti del funzionamento della Loggia dei Tre Cuori incoronati,
particolarmente riguardo ai riti e le cerimonie.
Tuttavia,
esso ci rivela che Cagliostro era lungi dall'essere un cane sciolto - eretico -
individualista - anarchico –anticonformista - in questo frangente della sua
vita peripatetica.
Mentre egli era
certamente uno dei più grandi operatori di una “intelligente e, correttamente
schernitrice monelleria intellettuale”.
Il
certificato dimostra che nel 1779 ha lavorato all’ordinamento e alla
ritualità, nell'ambito sia strutturale (la stretta osservanza) che
simbolico (il Libro della Genesi).
Ma il
certificato attesta anche che Cagliostro era tenuto in sufficiente
considerazione dal 1779 per essere in grado di estendere questi limiti
sociali e culturali.
A questo proposito, si
deve ricordare che il marito e il cognato di Agnes von Medem, non erano ingenui
e creduloni novizi Massoni residenti in una provincia isolata.
Al contrario, essi erano
tra i membri più anziani della Stretta Osservanza, in una delle sue principali
roccaforti del suo potere Massonico.
Tuttavia, essi
hanno favorevolmente accolto l'arrivo della figura carismatica del Conte di
Cagliostro, per inaugurare una rivoluzione nella loro vita Massonica: La
partecipazione attiva delle donne alla loro fratellanza.
Qui, è importante
sottolineare che Cagliostro non compie “incantesimi” sulle femmine, le inizia
ex nihilo.
Come
tutti i grandi opportunisti, egli semplicemente è arrivato sulla scena di un
momento fecondo, quando personaggi del calibro di Agnes von Medem, Elisa von
der Recke, adoravano ed ambivano partecipare alla manna intellettuale e
spirituale che è offerta dalla Massoneria degli alti gradi.
… Qui termina il lavoro del Ven.mo
Fr. Dr. Robert Collis.
Mi
corre obbligo, a questo punto, chiedere venia ai chi mi legge.
Certamente
avrete notato, nel corso della lettura di questo lavoro, che l’inserimento
degli … [omissis … ], essi rappresentano solo delle sparute apparizioni, nel
corpo di quanto ho riportato, ma io, non ho “saputo fare a meno” di trascrivere e
riportare la maggior parte degli elementi di questo elaborato (proveniente e
pubblicato dalla Gran Loggia d’Inghilterra), supponendo che, chi lo avrebbe letto, avrebbe saputo
interpretare e dare la giusta valenza alla congerie di messaggi, contenuti in
quelle informazioni, restituite, non certo nel nostro forbito ed articolato
linguaggio, ma nel tipico, stringato ed essenziale modo, prediletto e preferito
dai nostri Fratelli inglesi, figli della “perfida
Albione”, come definiti dai Greci.
Emblematica
della metodologia della inquisizione, comunque essa si chiami o si sia chiamata,
senza andare ad indagare troppo lontano o senza dover ricorrere a futuristiche
oniriche rappresentazioni di persecuzioni del “Libero Pensiero”, io penso possa essere
esaustivo, prima di proseguire nella mia meditazione, sul Conte di Cagliostro,
riportare alcune righe di Fedor Dostoevskij, tratte
dal suo: Il Grande Inquisitore …
Ma
non hai il diritto di aggiungere una sola parola a ciò che hai già detto in
passato. Perché dunque sei venuto a disturbarci? Giacché sei venuto a disturbarci, e lo sai! Ma sai forse che cosa avverrà domani? Io non so chi tu sia e non voglio sapere se
davvero sei Tu, o soltanto un suo simulacro, ma domani stesso io ti condannerò
e ti farò bruciare sul rogo come il peggiore degli eretici, e quello stesso
popolo che oggi ti bacia i piedi, a un solo cenno della mia mano domani si
precipiterà ad attizzare il tuo rogo, lo sai?
Bene, a
questo punto abbiamo bisogno di supporti e di ausili, per delineare il “MIO” finale, di questa “personale” ucronica storia alternativa, o fantastoria,
partendo dalla premessa generale, che siamo noi, in questo momento, a
raccontare una storia di Giuseppe Balsamo e di don
Alessandro Conte di Cagliostro, formulando la ipotesi che, in quel tempo, il mondo abbia seguito un corso alternativo, rispetto a quello, si presume sia essere stato il percorso reale.
Poiché è ai piedi del dubbio che rampolla il
vero … e se … il nostro assunto di partenza fosse errato, e se “una storia alternativa o fantastoria”, su Giuseppe Balsamo e
don Alessandro Conte di Cagliostro, oltre che sulle loro mogli, speculando
capziosamente su di una comoda omonimia, fosse già stata elaborata
dal altri … proviamo a pensare ad un romanzo a tirature inimmaginabili per l’epoca,
scritto già oltre duecento anni fa, nel 1791, da tal, sedicente
Monsignor,
Giovanni Barberi, intitolato
COMPENDIO
DELLA VITA E DELLE GESTA DI GIUSEPPE BALSAMO DENOMINATO CONTE DI CAGLIOSTRO, … con
il benestare della Reverenda Camera Apostolica, la quale, ne affida la stampa ad un unico editore, amico
degli amici della Santa sede, … che colpo editoriale e politico … a Cagliostro, alla
sua fama, al suo blasfemo Rito Egizio ed alla Massoneria in generale, visto che le Bolle
Papali e le scomuniche varie ben poco avevano potuto fare, per arrestarne il
flusso e la proliferazione.
… ma il
discredito, la calunnia, armi subdole e potenti, nelle mani di chi ha, in quel
momento storico, il controllo e la forza economica per gestire la
comunicazione.
Un best seller alla “The Da Vinci Code”, con Mons. Barbieri, nelle vesti
antesignane di Dan Brown … .
Qui
giunti, mi corre l’obbligo di iniziare a tracciare, forse sarà sorpresa, per
molti, forse sarà già evidente per alcuni, un diverso profilo interpretativo
dei medesimi fatti, così come narrati o evidenziare quelle che traspaiono essere
palesi, volute strumentali omissioni … operate artatamente per poter tracciare
un profilo strumentalmente costruito, di un personaggio?
Per cui ora devo continuare nella mia opera, di mero“utilizzo“ di altrui indagini così come hanno
fatto altri che hanno trovato comodo dare credito al, sedicente monsignor
Barbieri.
Quindi,
proverò a svolgere questo compito tentando argomenti che, “non
difficilmente”,forse, possono trovare appigli, nelle altrui contraddizioni, partendo
dall’assunto che, se è “tecnicamente vero” che noi non possiamo
provare che Dio esista, è altrettanto “tecnicamente vero” che, sempre noi, non
siamo in condizioni di trovare prove della sua inesistenza, quindi, ciascuno
affiderà al proprio “Cuore”, luogo che si dice
ospiti l’anima, la propria, in ogni caso, non dimostrabile, scelta.
Ciò
detto, vanitosamente compiaciuto della mia opzione, faccio ricorso, piuttosto
che alle circa duemila e passa pubblicazioni, che hanno speculato
sull’argomento, a tre lavori, uno dei quali risalente
al 1912, scritto dal Fratello, noto sin dalla sua giovinezza col nomen mysticum
di March Haven, in realtà il suo nome anagrafico era Emmanuel Lalande (1868-1926),
si tratta del: Le
Maitre Inconnu Cagliostro - Etude Historique et Critique Sur la Haute Magie.
Ouvrage Orne de Dix-Huit Gravures, Portraits, Vues ou Fac-Simile de Documents, del quale conservo
una copia nella mia biblioteca, questo testo, poi, è stato tradotto e
pubblicato, in lingua italiana nel 2004; altri due, di contro, sono di
più recente stesura.
Su questi mi
sono soffermato, e fermato, perché essi si adattano sufficientemente e perfettamente
a divenire “compiuti” alibi delle mie future conclusioni.
Uno di
questi testi, tra quelli che ho indicato essere tra i più recenti, da me presi
quali pretesti, a supporto della mia requisitoria difensiva.
Questo,
sul quale sto approfondendo da tempo le mie indagini, è rappresentato da una
corposa opera di ricerca, in due voluminosi Tomi, che come dice l’autore
curatore, Tommaso de Chirico, è stato scritto a “quattro
mani”,
in quanto iniziato circa cinquant’anni prima dal padre, Raffaele, poi da lui completato
come curatore e quindi dato alle stampe.
L’altro
è, per me, ma solo per me, penso, una new entry, suggeritami, con entusiasmo da
un fratello, conosciuto di recente, ed è un lavoro, molto interessante di Morris
L. Ghezzi.