La guerra di Aureliano contro Zenobia
La distruzione della biblioteca è collocata dal alcuni storici al tempo del conflitto che oppose l'imperatore Aureliano alla regina Zenobia di Palmira, verso il 270.
Nel corso dei feroci scontri ingaggiati nella città di Alessandria, fu raso al suolo il Bruchion, quartiere della città dove si trovavano la reggia e, al suo interno, la biblioteca.
Zenobia Settimia o Julia Aurelia Zenobia, il cui nome non latinizzato era in aramaico Bath-zabbai (בת זבי), in greco Zēnobía (Ζηνοβία) e in arabo al-Zabba ( الزباء ), (Palmira, 240 – Tivoli, 275) fu dal 267 al 272 prima ed unica regina di Palmira.
In precedenza, tra il 262-267, fu regina consorte del ''dux Romanorum'' e ''corrector totius Orientis'', cioè del re di Palmira, Settimio Odenato (Udhayna), di cui era la seconda moglie.
Istigò il nipote Meonio (che in seguito fece giustiziare) ad assassinare il marito Odenato e il suo figliastro Hairan, assumendo lei stessa il governo di Palmira.
Trasformò il suo Stato in una monarchia indipendente (Regno di Palmira), si sottrasse al controllo di Roma, si autoproclamò Augusta e Imperatrix Romanorum, si attribuì il titolo divino Discendente di Cleopatra e nominò suo figlio Vaballato Augusto.
Attuò una politica ostile all'Impero romano e favorevole ai Persiani di Sapore I, lanciando il suo esercito, guidato dal capace generale Zabdas, alla conquista dei territori soggetti ai romani; accrebbe i propri domini con l'occupazione dell'Egitto, della Bitinia, della Siria e di una parte di Asia Minore ed Arabia; tutte queste conquiste e il fatto che lei stessa, a cavallo, conducesse gli eserciti in battaglia, le valsero il titolo di "Regina guerriera".
Fu sconfitta infine dall'imperatore Aureliano durante le sue campagne orientali, che si conclusero con la cattura della regina e la conquista della capitale Palmira, al termine di un lungo assedio.